Bitcoin: i cinesi aggirano il ban grazie ad Hong Kong

Nelle ultime settimane il governo cinese ha deciso di bandire tutte le ICO dal paese. Le ICO sono le offerte iniziali di moneta che vengono offerte a potenziali investitori in cambio di criptovaluta. Si permette agli investitori di ottenere una quota maggiorata (bonus) di quote (tokens) solo per il fatto che questo investimento viene effettuato in fase di lancio.

La cina ha bandito le ICO dal momento che , a volte, sono realizzate attraverso raccolta oscura e non limpida. Ma soprattutto non controllata. Sono stati anche banditi gli exchange in Cina cioè la possibilità di scambiare criptovaluta su siti cinesi.

Questo ha portato una riduzione di circa il 33% del prezzo del bitcoin e delle principali criptovalute (ethereum,litecoin)

Ma come si dice fatta la legge la si cerca di aggirare.

Il ban infatti ha costretto gli investitori e gli imprenditori cinesi a trovare i modi per aggirare le restrizioni. I fondatori di progetti di crittografia si stanno ora rivolgendo a exchange di Hong Kong .

Aurelien Menant, fondatore e amministratore delegato di un exchange basato su Hong Kong, ha dichiarato al South China Morning Post che la società ha registrato un aumento del numero di clienti cinesi che si registrano sulla sua piattaforma.

‘Abbiamo ricevuto un numero elevato di richieste da parte di cinesi’, ha detto.

Il perchè del ban:

La banca centrale cinese ha detto che il 90% degli ICO lanciati nel paese sono stati fraudolenti.