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Pensioni escluse dalle risoluzioni sul Def. La manovra ultima chance per la riforma

La richiesta al governo di ritocchi alla legge Fornero, prevista da alcune delle bozze iniziali, esce dal testo finale. Anche se nel parere della commissione Lavoro della Camera vengono sollecitati alcuni interventi, a partire dalla flessibilità in uscita, tutele previdenziali giovani e donne e riscatto della laurea gratuito. I sindacati restano in pressing e chiedono di riaprire il confronto

Dopo l’interruzione a metà febbraio del confronto tra governo e sindacati a causa della crisi energetica e del conflitto russo-ucraino, le sorti della nuova mini-riforma delle pensioni restano appese alle poche indicazioni inserite nella premessa del Def dal ministero dell’Economia, Daniele Franco per affermare che, nel pieno rispetto dell’equilibrio dei conti pubblici e rimanendo nel solco del metodo contributivo, occorrerà trovare soluzioni per consentire forme di flessibilità in uscita.

Anche le risoluzioni sul Documento di economia e finanza votate dal Parlamento non contengono alcun riferimento al tema della previdenza, nonostante la maggioranza abbia provato fino all’ultimo a lasciare una “traccia” visibile, forte anche del parere della commissione Lavoro di Montecitorio. Che invitava il governo a valutare modifiche alla legge Fornero per le uscite anticipate, la tutela previdenziale dei giovani e delle donne e i lavoratori impegnati in attività usuranti. I sindacati premono per riavviare la trattativa all’interno del grande tavolo annunciato dall’esecutivo che dovrebbe portare al patto sociale. Ma, al momento, l’unico sbocco per eventuali nuove misure sembra essere quello della manovra autunnale, sempreché la situazione della finanza pubblica e il quadro geo-politico lo consentano.