HomeCinema & TVDanny Collins, chi è? Storia vera, trama, finale, canzoni

Danny Collins, chi è? Storia vera, trama, finale, canzoni

Non tutti conoscono l’emozionante film Danny Collins – La canzone della vita: una pellicola assolutamente da recuperare se non l’avete ancora vista. Non solo perché racchiude l’ennesima grande performance di Al Pacino, ma soprattutto perché si tratta di una storia vera.

Il vero “Danny” e la trama del film

Il regista Dan Fogelman dirige la storia di un cantante, ormai finito nel dimenticatoio e ingrigito dagli anni, che riesce a ritrovare l’ispirazione e la determinazione necessaria a migliorare la propria vita. Dopo anni di carriera, Danny è caduto nel tunnel della dipendenza da alcol e droghe e tira avanti limitandosi a cantare i suoi vecchi successi. Privo di qualsiasi motivazione, conduce un’esistenza che lo porta a trascurare gli affetti e i famigliari.

Poi il giorno del suo compleanno accade qualcosa di inaspettato: il suo manager gli consegna una lettera firmata da John Lennon. Il cantante di Imagine aveva scritto quaranta anni prima a Danny, ma la missiva era andata perduta. L’ evento inizia a cambiare la prospettiva di Danny, mettendo in moto una serie di azioni che lo porteranno a riconsiderare sé stesso, la sua carriera e chi gli sta attorno.

Al fianco di Al Pacino, in Danny Collins – La canzone della vita figurano altri ottimi attori quali Christopher Plummer, Annette Bening, Jennifer Garner e Bobby Cannavale.

I retroscena dietro il gesto di Lennon

La storia è ispirata a ciò che è accaduto davvero a Steve Tilston, un cantante e chitarrista folk ancora in vita.

Tilston, nato nel 1950, ha avuto un discreto successo sia come solista che in gruppo per lo più nei decenni ’80-’90, con pezzi che spaziano dal folk al rock al jazz. Poi la sua carriera ha subito un arresto, fino a che, nel 2010 non arriva la straordinaria lettera. Un foglio che contiene poche parole, ma quanto basta per restituire all’artista la voglia di fare musica: Lennon aveva deciso di scriverla nel 1971, per sostenere il cantante dopo aver letto un’intervista in cui Steve ammetteva le sue paure riguardo la carriera e la fama.

Volendo aiutarlo, il grande John Lennon impugnò carta e penna e lo invitò a rimanere sé stesso, firmando la missiva con “Love John and Yoko”. Quello era infatti il periodo in cui John era inseparabile da Yoko Ono, sua musa e importante esponente dell’arte concettuale. Nella lettera era perfino incluso il numero di telefono di Lennon, nel caso Steve avesse avuto bisogno di parlare con lui: un gesto semplice ma di grande umanità, difficile da immaginare da parte di un artista odierno.

Il motivo per cui la lettera è andata perduta per così lungo tempo, è che venne indirizzata alla redazione del magazine a cui Tilston aveva rilasciato l’intervista al centro della tematica. Probabilmente finì nelle mani di qualcuno che la tenne per sé, per poi rivenderla anni dopo.  Finalmente, dopo più di 34 anni, le parole arrivarono a destinazione.

L’unico rimpianto, a detta di Steve, è stato non poter inviare una risposta a John Lennon.

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