HomeSalute & benessereLo sport, uno strumento per il trattamento del disturbo da stress post-traumatico...

Lo sport, uno strumento per il trattamento del disturbo da stress post-traumatico in ambito militare

[ad_1]

Questo venerdì mattina di giugno c’è già il caldo, l’atmosfera è gioiosa, qua e là scoppiano risate, una ventina di soldati e gendarmi partecipano a una manifestazione di biathlon. Di età compresa tra i 25 e i 49 anni, Stéphane, Eymeric, Morgan, Guillaume… hanno tutti in comune il fatto di essere stati feriti fisicamente o psicologicamente sul campo, durante le missioni in Afghanistan, Guyana o Mali, durante le operazioni di Sentinel o anche a casa-a- viaggio di lavoro. Tutti soffrono di disturbo da stress post-traumatico (PTSD). Si sono incontrati per una settimana presso il Centro regionale giovanile e sportivo (CRJS) di Aubigny-sur-Nère (Cher), un vasto ambiente verde delimitato da stagni, durante l’11e edizione degli Incontri Militari Infortunio e Sportivi, organizzati dal Cellula di Soccorso Feriti dell’Esercito (Cabat) dal 2012, in coordinamento con il Centro Nazionale per lo Sport di Difesa (CNSD), il Cercle Sportif de l’Istituto Nazionale degli Invalidi (Csini) e altri supporti unità per i feriti di altri eserciti. Questi incontri si svolgono nell’arco di quattro settimane, il che consente di ospitare circa ottanta feriti ogni anno.

Durante gli Infortuni Militari e gli Incontri Sportivi, nel giugno 2022.

Per questo evento di tiro a segno e orienteering, lavorano in squadre, in coppia o in trio, e devono andare a cercare dei fari intorno al lago durante una gara che corrono, camminano o vanno in bicicletta. Ogni test è adattato. Durante la prova di tiro, se non vogliono toccare un’arma, possono usare la cerbottana. Qui non c’è concorrenza. “Sorridi e suda, ha vinto”lancia il tenente, referente nazionale nell’accompagnamento dei feriti della Gendarmeria Nazionale, che come i suoi colleghi, per motivi di sicurezza, ha chiesto di essere citato solo per nome, Franck.

Questa è una delle tante attività proposte durante la settimana: tuffi in piscina, equitazione, tiro con l’arco, go-kart, rugby in carrozzina, mountain bike. Presente durante tutto il soggiorno, alle sessioni partecipa anche lo staff, dai medici alle guide sportive, compresi gli attori della logistica.

Guida alla risocializzazione

“Questi incontri sono una tappa essenziale nel corso della vita del soldato ferito. Mirano, attraverso lo sport, a riconnettersi creando un’atmosfera amichevole e premurosa che lo guidi verso la risocializzazione.spiega Isabelle, tenente colonnello, assistente del capo della cellula ferita dell’esercito, che coordina gli incontri di quella settimana. “Lo sport permette di veicolare i valori dell’autonomia, del ritrovare la fiducia in se stessi, del ritrovare un senso di calma. Qui le questioni di gerarchia, di uniformi o di grado, significative nel mondo militare, non esistono più per mantenere solo la confraternita delle armi”continua Isabelle.

Hai ancora il 68,78% di questo articolo da leggere. Quanto segue è riservato agli abbonati.

[ad_2]

Source link

- Advertisment -